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Scritto da Claudio Borghi
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Giovedì 03 Giugno 2010 13:07 |
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Può uno che paga trentaquattromila euro di tasse al giorno sentirsi dare in televisione del fautore dell’evasione fiscale e rimanere calmo? No, non può. Anche il più compassato dei filosofi (e Berlusconi non rientra certo nella categoria), potendo farlo, avrebbe alzato il telefono e mandato giustamente a quel paese il vicedirettore di Repubblica Giannini e il coro di Ballarò guidato dal maestro di cappella Floris che martedì sera si erano lanciati in diretta nella ridicola accusa al presidente del Consiglio. |
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Scritto da Claudio Borghi
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Mercoledì 02 Giugno 2010 13:05 |
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Ogni volta che si prende in mano il libro scottante della previdenza, l’impressione è che si giochi al Bancomat con i soldi degli altri e mai con i propri. Facciamo un passo indietro: come giustamente ricordato dal direttore e dal professor Forte, è impossibile varare manovre serie di riduzione della spesa pubblica senza incidere sulle mega-voci che compongono le uscite, vale a dire pensioni, stipendi del pubblico impiego, interessi sul debito e trasferimenti alle Regioni, ovvero sanità. Concentrarsi sulle voci residuali, quali gli stipendi dei parlamentari, equivale a pensare di ripagare il mutuo risparmiando sullo smalto per le unghie, mentre mettere a bilancio la «lotta all’evasione» è come sperare di trovare soldi per terra: bella cosa se capita, ma non sufficiente a convincere i creditori. |
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Scritto da Claudio Borghi
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Lunedì 17 Maggio 2010 00:10 |
Quanto ci sarebbe costata l’idea della sinistra di vendere le riserve? Sono passati meno di tre anni dall’assolata estate del 2007. Quell’anno, in pieno agosto, approfittando della distrazione da spiaggia, l’allora maggioranza di sinistra propose, con una risoluzione votata alla Camera, la vendita delle riserve auree della Banca d’Italia, ricevendo l’appoggio compiaciuto del premier Romano Prodi. L’idea, fortunatamente, non ebbe seguito grazie alla resistenza opposta dalla Banca, alla debolezza della maggioranza al Senato e a una provvidenziale alzata di scudi dell’opposizione. |
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Scritto da Claudio Borghi
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Giovedì 20 Maggio 2010 00:23 |
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Qual è la probabilità che un paese decida di uscire dall’euro entro il 2010? Semplice: il 23%. Non si tratta di una previsione da economista ma del valore effettivamente scambiato ieri su un noto sito americano di scommesse su eventi futuri. È inutile quindi nascondere la testa sotto la sabbia e negare del tutto che ci sia questa possibilità, anche perché il comportamento ondivago della Germania (che non si capisce se sia sconsiderato o troppo furbo) non sta certo aiutando a risolvere i problemi. |
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Scritto da Claudio Borghi
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Lunedì 10 Maggio 2010 11:01 |
Non è mai troppo tardi per rinsavire. Alla fresca età di novant’anni Carlo Azeglio Ciampi, in una stupefacente intervista rilasciata al direttore de La Stampa, apre gli occhi e si accorge che l’allargamento dell’Unione europea fu un errore. Con un candore invidiabile l’ex presidente afferma che «oggi dovremmo chiederci se sarebbe stato meglio non essere di manica larga nell’ammettere nuovi Stati. E se questa è la domanda, la risposta è senz’altro sì». Ma pensa, non ce ne eravamo accorti. |
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