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Scritto da Claudio Borghi
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Domenica 09 Maggio 2010 10:58 |
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L’indizio rivelatore spesso viene messo nelle prime scene del film giallo. In pochi ci fanno caso perché, ovviamente, non sanno che cosa succederà dopo, ancor meno se ne ricordano alla fine, quando ormai il colpevole è stato svelato. Nel caso dell’Europa della moneta unica l’indizio del tarlo, nascosto nelle pieghe dei trattati, ci fu presentato dalla sceneggiatura dei mercati finanziari con l’evidenza di un elefante ma, nonostante ciò, solo adesso ce ne stiamo rendendo conto pienamente. |
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Scritto da Claudio Borghi
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Sabato 08 Maggio 2010 10:50 |
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Anno: 1991. Luogo: gli uffici di una multinazionale dell’informatica alla periferia nord di Milano. Un gruppo di giovani operatori di borsa di belle speranze guarda sui rumorosi computer dell’epoca la prima versione di quella che diventerà la Borsa Valori telematica italiana. Il programma della prova è preciso: ognuno ha un foglio con le operazioni di compravendita da inserire nel sistema per simulare una seduta di contrattazioni del mercato azionario. Non passano cinque minuti dall’inizio della sperimentazione che un ragazzo bisbiglia al vicino: “ma secondo te, se scrivo vendere centomila fiat invece di mille, che succede?” “no, dai, non facciamo scemenze”, “massi’, io provo, tanto e’ una simulazione… la’, andato!”. |
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Scritto da Claudio Borghi
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Lunedì 29 Marzo 2010 10:30 |
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Il mappamondo dell'economia gira sempre più veloce. La prima vettura Volvo fu prodotta nel 1927 a Goteborg e ci vollero settant'anni perché gli svedesi capitolassero alla forza degli americani della Ford. Dopo di allora sono bastati solo dieci anni perché gli americani cedessero ai nuovi padroni e, da ieri, la storica casa scandinava è ufficialmente parte del più grande costruttore privato cinese: la Geely. Non si tratta di un fulmine a ciel sereno dato che le voci su di un accordo si susseguivano da mesi e un preliminare fu reso pubblico alla fine dell'anno scorso, tuttavia mancava la firma conclusiva con Ford, che è finalmente arrivata, insieme ai dettagli dell'accordo che parlano di una cifra vicina al miliardo e mezzo di euro. |
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Scritto da Claudio Borghi
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Giovedì 29 Aprile 2010 10:46 |
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Si dice che la colpa dell’omicidio non sia del coltello ma di chi lo usa. È vero, ma ci sono dei casi in cui parte della responsabilità deve ricadere anche su chi il coltello lo fabbrica e lo vende, essendo consapevole dell’intenzione del cliente di utilizzarlo per un crimine. Le «armi del delitto» protagoniste del «processo» iniziato martedì davanti al Senato americano, sono le complesse architetture finanziarie congegnate dall’«imputato» su cui pendono le accuse più gravi, vale a dire la potentissima banca d’affari americana Goldman Sachs. |
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Scritto da Claudio Borghi
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Lunedì 15 Marzo 2010 12:08 |
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Suggerimento non richiesto per Travaglio e i giornalisti de Il Fatto. Nella loro ansia di trovare i reati più inverosimili da appioppare a Berlusconi potrebbero, con estrema facilità, mettere le mani su criminali colpevoli di un evidente reato. Rinfreschiamo la memoria leggendo l’articolo 379 bis del Codice Penale: «...chiunque rivela indebitamente notizie segrete concernenti un procedimento penale, da lui apprese per avere partecipato o assistito ad un atto del procedimento stesso, è punito con la reclusione fino a un anno...». Chissà cosa succede negli uffici delle procure pugliesi... di sicuro a Bari e Trani gli inquirenti sono tutti muti come pesci e rispettosissimi della legge, quindi sarà stato un soffio dispettoso di quel bel grecale, che fa la gioia di tanti velisti, a sollevare le intercettazioni dalle scrivanie e a depositarle fra le redazioni. |
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